Chiunque entri in un normale supermercato non può non notare le private label, ovvero quei prodotti che portano il nome della catena o del supermercato che li vende.
In italiano questa espressione viene resa in diversi modi: marca privata, marca commerciale e marca/marchio del distributore. Facendo una semplice ricerca in Google, possiamo vedere come i risultati siano nettamente a favore di marca commerciale (43.800 al plurale e 61.700 al singolare), seguiti da marca privata (13.100 al plurale e 70.200 al singolare), per ultimi marca del distributore (16.500) e marchio del distributore (15.400).
Per quanto personalmente preferisca marca commerciale (in contrapposizione a marca industriale, ovvero il brand del produttore), credo che l’espressione da preferire sia marchio del distributore, nonostante sia la meno utilizzata in italiano. Questo per un motivo molto semplice: esiste la Private Label Manufacturers Association, ovvero l’associazione dei produttori di marchi commerciali e sul proprio sito in italiano riporta la dicitura marchio del distributore.
I MDD (marchi del distributore) possono essere sia prodotti alimentari che non alimentari (es. bellezza, igiene e pulizia), anche se il settore alimentare è quello maggiormente rappresentato.
I MDD possono essere marche generiche – generic private labels – prodotti con un buon rapporto qualità/prezzo, questa dicitura contraddistingue prodotti in confezioni semplici con prezzi molto bassi.
Marca bandiera o d’insegna – store brand – questi prodotti vengono commercializzati con il nome del distributore, che punta a fidelizzare il cliente e ad aumentare la propria riconoscibilità.
Primo prezzo – copycat brand – prodotti simili, spesso anche nella confezione, con prodotti di marca, ma venduti a prezzi decisamente inferiori. Possono essere chiamati anche sottomarche e sono nati per contrastare i prodotti dei discount.
Contro marche – value innovators – sono linee di prodotti dai nomi di fantasia, vendute esclusivamente nei negozi del distributore che tagliando alcuni costi, pubblicità in primis, può tagliare il prezzo al dettaglio.
I marchi del distributore possono essere prodotti dalle grandi aziende, che producono il proprio marchio e quello del distributore, grossi rivenditori con stabilimenti di produzione, piccole e medie aziende specializzate nella produzione di marchi del distributore. Queste ultime sono chiamate anche copacker (abbreviazione di contract packager) e molte volte producono sia i brand famosi che le private labels.
I prodotti delle marche commerciali non sono convenienti solo perché, grazie ai minori costi di produzione consentono al rivenditore di avere un maggior margine, ma anche perché costituiscono anche un’ottima leva di marketing per la fidelizzazione del cliente.