Come un vinile

Stamattina durante il mio giro di letture, mi sono imbattuta in un articolo condiviso da una collega sulle battaglie che i traduttori si trovano, ormai da anni, ad affrontare per sopravvivere in un mondo dominato dalla traduzione automatica e dell’intelligenza artificiale. (Il link all’articolo qui).
L’articolo è davvero interessante e completo, valuta pro e contro sia lato traduttori, che lato clienti, perché giustamente, le parti interessate sono due.
Non è il primo articolo o intervento che leggo sull’argomento, ma di questo in particolare ho apprezzato l’analisi approfondita, il fatto che abbia presentato il punto di vista non solo dei traduttori, ma anche dei clienti, di chi la traduzione la usa e, soprattutto, la paga, oltre all’assenza di toni vittimistici da apocalisse o eccessivamente (e inutilmente) ottimistici.

Ogni volta che leggo articoli sul futuro dei traduttori e sul fatto che siamo destinati a scomparire, non posso fare a meno di pensare ai vinili.
Per chi ha la mia età, o è più grande, i vinili non sono solo dischi di plastica che si trovano ai mercatini dell’antiquariato, ma sono una realtà che abbiamo usato e ascoltato. Ricordo ancora che da piccola avevo un mangiadischi portatile per 45 giri rosso che usavo per ascoltare le favole, molto simile a quello della fotografia qui sotto.

Dopo le favole sono arrivati i primi 33 giri di musica da grandi, da ascoltare, facendo tantissima attenzione, sul giradischi di casa: Elton John e i Duran Duran oltre al bellissimo disco “A kind of magic” dei Queen, che aveva una copertina bellissima con i membri del gruppo stilizzati a fumetto e che conteneva le canzoni della colonna sonora del film Highlander.

Poi i vinili sono stati pian piano sostituiti dalle musicassette, e il giradischi portatile si è trasformato nel mio preziosissimo walkman – che conservo ancora gelosamente – che permetteva di ascoltare musica ovunque.
Le musicassette costavano anche meno e, soprattutto, con un buon registratore si potevano registrare le canzoni preferite dalla radio. La vera prova d’amore era quando il ragazzo dei tuoi sogni ti diceva “ti ho fatto una cassetta” (ma che ne sa la gen Z!).
I vinili sono comunque rimasti, gli appassionati di musica classica e lirica li hanno sempre preferiti alle cassette, ma sono diventati sempre più di nicchia.
L’unica altra musica per cui il vinile è durato nel tempo è quella da discoteca, i DJ che scratchavano da un locale all’altro hanno prolungato la vita di questo formato.
Dopo le cassette sono arrivati gli Mp3 e poi la musica in streaming che oggi permette letteralmente a chiunque (purtroppo lo vogliamo aggiungere?) di cantare e pubblicare canzoni.
A costo di apparire una vecchia boomer il fatto di rendere quello musicale un mercato sempre più economico e accessibile a chiunque l’ha portato a un livello veramente bassissimo. Oggi accanto a qualche raro musicista o gruppo ascoltabile, ci sono eserciti di cantanti usa e getta inascoltabili.

In questo panorama, incredibile ma vero, dopo un periodo in cui i vinili erano “roba” da appassionati nostalgici, adesso sono tornati nei negozi – insieme ai giradischi che sono più moderni, ma hanno ancora il braccetto con la caratteristica puntina – e da alcuni anni stanno tornando a fare record di vendite.
Produrre un vinile costa più di ogni altro formato musicale ed è un processo lento, tuttavia oggi come oggi le aziende che li producono faticano a soddisfare gli ordini a causa della grande richiesta.
Le motivazioni di questa rinascita sono diverse: la musica su vinile ha un suono più caldo, ha maggior profondità, le copertine dei dischi sono piccoli capolavori, i dischi sono qualcosa di tangibile, che acquista valore nel tempo e che danno prestigio a chi li possiede.
Quando la produzione di qualcosa costa e si fa attendere, il prodotto finale deve essere unico, di qualità e deve essere qualcosa che lo distingue dagli altri.

Ecco penso che per la traduzione sia la stessa cosa: se da un lato la traduzione automatica o con l’intelligenza artificiale è veloce, di qualità non altissima, ma più che accettabile per un buon numero di testi, dall’altro la traduzione umana rende il testo tradotto unico, lo valorizza e lo fa emergere e distinguere dalla massa di testi che ogni giorno vengono prodotti, oltre al fatto che un traduttore umano è in grado di gestire al meglio i cambiamenti della lingua, sia di tutti i giorni che specifica di ogni settore.
Detto più semplicemente: la macchina e un traduttore umano fanno lo stesso lavoro solo in apparenza.

In un mondo di musica in streaming, voglio essere come un disco in vinile.


Per approfondire sui dischi in del vinile:
Il Vinile È Migliore Di Altri Formati Audio?
Perchè il mercato del vinile è tornato di moda negli ultimi anni?
Come i vinili sono tornati di moda, anche grazie ai social media
IL RITORNO DEL VINILE – GIRADISCHI, PUNTINE E NOSTALGIA
Musica su vinile: caratteristiche, limiti e falsi miti
Vinili: perché ci piacciono
I 10 vinili più costosi degli ultimi 20 anni



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