Gift

Post originale del 12/12/2023 aggiornato il 22/12/2025



Con il Natale ormai alle porte, come potevo non parlare di regali.
In inglese quando parliamo di qualcosa che diamo a qualcuno in segno d’affetto o per un’occasione speciale, un regalo insomma, possiamo usare due parole: gift e present.
In questa accezione sono due sinonimi perfetti, infatti il Cambridge Dictionary riporta per entrambi la stessa definizione: “something that you give to someone, usually on a special day“, qualcosa che dai a qualcuno, solitamente in un giorno speciale.
Però quando andiamo ad analizzare nel dettaglio le due parole, scopriamo alcune cose interessanti.

Innanzitutto l’origine: gift è una parola che deriva dall’antico nordico, e significa “qualcosa dato”, “un talento”, “un’abilità speciale”. Questo significato resta anche nel significato moderno della parola gift, mentre non lo troviamo nella parola present.
Volendo capire fino in fondo il senso di questa accezione possiamo vedere un piccolo estratto dal film “Encanto”, dove Mirabel, la protagonista racconta i talenti (gift) dei membri della famiglia Madrigal.

Del resto anche in italiano parliamo di dono quando ci riferiamo a qualche abilità speciale che possiede una persona (es. il dono del canto).
Present, invece, viene dall’antico francese presenter, che significa “portare alla presenza di”, “mettere davanti” e infatti il nostro presente non è solo un regalo, è anche qualcosa che abbiamo davanti da un punto di vista temporale, il presente (e se vogliamo buttarla sul filosofico, il presente è giusto un regalo che la vita ci fa ogni giorno). Anche in italiano presente può significare regalo, anche se ormai è una parola che non si usa più molto in questo senso.

Come spesso accade in inglese questo nome è anche un verbo e significa “dare, donare” e anche se questa parola ha un’origine comune con give, che significa sempre dare, differisce per l’intenzione. To gift si riferisce al gesto di dare con intenzione, donare, mentre to give significa dare, ma senza la stessa intenzionalità.
Present come verbo, invece, significa presentare, to introduce, ma non mantiene il significato del dono.

Altra differenza sta nel fatto che gift usato come attributo di un nome continua a portare il significato di regalo: gift card (carta da regalo), gift shop (negozio di articoli da regalo), gift wrap (pacchetto regalo) e molti altri.
Present quando viene usato come attributo prende il significato di “presente, attuale”: the present situation, the present moment, ecc..

Infine possiamo usare il participio gifted, quando parliamo di una persona che ha un talento, che è dotata.
In psicologia i gifted children sono i bambini che hanno capacità cognitive superiori alla loro età, in italiano si parla di bambini plusdotati.
In un ambito più leggero i gifted sono ragazzi dai superpoteri che dalla matita di Stan Lee sono arrivati a una serie tv.

Una curiosità: la parola gift non si trova solo in inglese, possiamo trovarla anche in tedesco e in norvegese, ma con significati parecchio diversi.
In tedesco la parola gift significa veleno. La cosa davvero incredibile (e qui sta la magia delle lingue) che gift in tedesco ha la stessa radice che dà origine in inglese alla parola give, dare (e come abbiamo già detto, il collegamento tra gift e give c’è anche in inglese). In fin dei conti il veleno è qualcosa che si dà a qualcuno. Anche in tedesco gift dà origine anche a un verbo, giften, che significa fare inviperire, sputare veleno.
In norvegese gift significa sia matrimonio e il relativo verbo significa sposare (Jeg er gift, io sono spostato/a) che veleno.
La cosa davvero stupefacente è che la radice è comune a tutte e tre le lingue (in fin dei conti parliamo di lingue germaniche), ovvero gift, che partendo dal significato di dare, si è sviluppata in alcuni casi come veleno e in altri come matrimonio.

Insomma, quest’anno, che vi scambiate gift o present, spero che passiate un Natale felice e sereno, facendo attenzione ai parenti, che si sa, secondo un luogo comune un po’ sono serpenti e quelli hanno a che fare con il veleno, quindi meglio non farli inviperire.

Se sei un’azienda che sta pensando al nome di un nuovo prodotto per animali, pensa bene a quali saranno i tuoi mercati, per non rischiare di vendere doni nei mercati anglofoni, ma veleni in altri mercati.

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