Who’s Karen?

Chi è Karen?
Di nomi che diventano stereotipi di un comportamento o di un ruolo ne esistono tanti e non è decisamente un fenomeno nuovo: Perpetua, Anfitrione, Cicerone, Mecenate, Casanova solo per citare quelli più famosi in Italia. Si chiama antonomasia: “figura retorica che consiste nell’usare un nome comune caratterizzante al posto di un nome proprio, o viceversa un nome proprio caratterizzante al posto di un nome comune” (dal sito, Una parola al giorno).

Recentemente dagli Stati Uniti, ma ormai è diffuso un po’ su tutti i social, un altro nome proprio è diventato una figura per antonomasia: Karen.
Ma chi è Karen? È una donna, non giovanissima, anzi, spesso di mezza età, bianca, per lo più bionda e ricca, o comunque agiata. Ma non è una WASP (White Anglo-Saxon Protestant, da non confondere con wasp, vespa) qualsiasi. Karen è’ arrabbiata e solitamente vuole parlare con il tuo capo, specialmente se sei una persona che lavora a contatto con il pubblico (commesse/i, cameriere/i), questo perché lei è l’emblema della signora “bene” che strapazza i lavoratori malpagati davanti al loro superiore.

Perché Karen?

Quasi sicuramente la scelta del nome non è casuale: fino agli anni ’60 Karen era un nome molto comune negli Stati Uniti (nel 1965 si è classificato al terzo posto tra i nomi più diffusi), principalmente per le bambine, ma si trova occasionalmente anche nei bambini. Questo significa che oggi l’età media delle donne chiamate Karen è intorno ai 60 anni, inoltre è un nome prevalentemente da middle class bianca, cosa che ha portato inevitabilmente ad associare questo nome al privilegio.
Alcuni fanno risalire i meme a un film del 2004, Mean Girls, dove Karen, interpretata da Amanda Seyfried è una delle protagoniste e dice amenità di questo tipo:

Karen : If you’re from Africa, why are you white?
Gretchen : Oh my God, Karen, you can’t just ask people why they’re white.

Cosa fa Karen?
Inizialmente i meme su Karen ritraevano la classica donna, bianca, agiata che non ottenendo quanto desiderato da cassiere, commesse, addette al fast food chiede, con fare seccato, di parlare con il responsabile/superiore (Can I speak to the manager?).
Successivamente, grazie anche a molti video diventati virali sui social, Karen è stata identificata come la donna bianca, palesemente razzista, che chiama le forze dell’ordine denunciando un’aggressione solo perché un uomo di colore le chiede di mettere il guinzaglio al cane, o perché un uomo di colore al parco fa birdwatching.
In tempi di Covid, anche Karen si è evoluta ed è diventata la donna bianca rissosa che insulta tutti alla richiesta di mettere la mascherina o di mantenere le distanze.

Karen tra razzismo e misoginia
Da un lato i meme su Karen hanno avuto il merito di sottolineare, soprattutto dal 2018 in poi, quanto uno strisciante razzismo sia ancora molto radicato in una certa fascia di popolazione americana.

“Salve, vorrei denunciare persone di colore che si fanno i fatti propri”

D’altro canto, il fatto che Karen non abbia una controparte maschile identificabile, ha alimentato la polemica su quanto questa tipologia di meme sia fondamentalmente un’espressione della misoginia della nostra società.

E tu, hai mai sentito l’espressione “Ok, Karen?”. Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti.

Fonti e approfondimenti

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.